{"id":37,"date":"2026-06-19T01:43:32","date_gmt":"2026-06-18T23:43:32","guid":{"rendered":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/2026\/06\/19\/la-resistenza-agli-antibiotici-minaccia-la-salute-umana-e-animale\/"},"modified":"2026-06-19T01:44:41","modified_gmt":"2026-06-18T23:44:41","slug":"la-resistenza-agli-antibiotici-minaccia-la-salute-umana-e-animale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/2026\/06\/19\/la-resistenza-agli-antibiotici-minaccia-la-salute-umana-e-animale\/","title":{"rendered":"La resistenza agli antibiotici minaccia la salute umana e animale"},"content":{"rendered":"<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/thepublichealthreview.com\/\/it\/wp-content\/uploads\/shared\/grave-2036220_640.jpg\" alt=\"La resistenza agli antibiotici minaccia la salute umana e animale\" class=\"featured-image\" \/><\/p>\n<h1>La resistenza agli antibiotici minaccia la salute umana e animale<\/h1>\n<p>La resistenza agli antibiotici rappresenta oggi una delle minacce pi\u00f9 gravi per la salute globale, causando milioni di morti ogni anno e generando perdite economiche colossali. Nel 2019, quasi cinque milioni di decessi nel mondo erano collegati a infezioni batteriche resistenti, di cui pi\u00f9 di un milione direttamente attribuibili a questa resistenza. Entro il 2050, questo fenomeno potrebbe costare tra 1.000 e 3.400 miliardi di dollari all\u2019anno all\u2019economia mondiale, oltre a gravare notevolmente sulle spese sanitarie.<\/p>\n<p>Questa crisi non riguarda solo gli esseri umani. Gli animali da allevamento, gli animali domestici, la fauna selvatica e gli ambienti come le acque reflue o i suoli svolgono un ruolo chiave nella diffusione dei batteri resistenti e dei geni di resistenza. I batteri possono infatti trasmettersi tra le specie, attraverso il contatto diretto, l\u2019alimentazione o l\u2019ambiente. Ad esempio, gli effluenti degli ospedali, le deiezioni animali o le acque di ruscellamento agricolo trasportano geni di resistenza che contaminano le catene alimentari e le risorse idriche. Gli animali da allevamento, spesso trattati con antibiotici per stimolarne la crescita o prevenire malattie, diventano cos\u00ec serbatioi principali di batteri resistenti. Questi ultimi possono poi infettare gli esseri umani attraverso il consumo di carne, latte o uova, o tramite il contatto con animali portatori.<\/p>\n<p>I meccanismi di trasmissione sono complessi. Alcuni geni di resistenza, come quelli che conferiscono resistenza alla colistina o ai carbapenemi, si diffondono rapidamente tra i batteri grazie a elementi genetici mobili. Questi geni possono passare da una specie batterica a un\u2019altra, accelerando cos\u00ec l\u2019emergere di ceppi multiresistenti. Gli animali domestici, come cani e gatti, non sono risparmiati. Studi dimostrano che batteri resistenti, come lo <em>Staphylococcus aureus<\/em> resistente alla meticillina, possono trasmettersi tra gli animali e i loro proprietari, creando un rischio di contaminazione bidirezionale.<\/p>\n<p>I paesi a reddito basso o medio sono particolarmente colpiti. In queste regioni, l\u2019uso non regolamentato degli antibiotici, sia in medicina umana che veterinaria, aggrava la situazione. I sistemi di sorveglianza sono spesso frammentari e le infrastrutture per il trattamento delle acque reflue, insufficienti, favoriscono la diffusione dei geni di resistenza nell\u2019ambiente. I rifiuti agricoli, ricchi di antibiotici e batteri resistenti, contaminano i suoli e i corsi d\u2019acqua, esponendo le popolazioni locali a rischi accresciuti. Gli animali selvatici, a contatto con ambienti inquinati, possono anch\u2019essi diventare vettori di resistenza, anche se il loro ruolo esatto nella trasmissione agli esseri umani rimane ancora poco compreso.<\/p>\n<p>Le soluzioni esistono, ma la loro attuazione rimane disuguale. I recenti progressi nel sequenziamento genomico, nella metagenomica e nell\u2019intelligenza artificiale offrono strumenti potenti per monitorare la resistenza agli antibiotici, rilevare precocemente le minacce e scoprire nuovi marcatori biologici. Tuttavia, queste tecnologie, costose e complesse, rimangono in gran parte inaccessibili ai paesi con risorse limitate. In questi contesti, le priorit\u00e0 si concentrano su soluzioni adattate, come diagnostici rapidi ed economici, sistemi di sorveglianza integrati e campagne di sensibilizzazione per un uso responsabile degli antibiotici.<\/p>\n<p>Le politiche pubbliche svolgono un ruolo cruciale. Molti paesi hanno adottato piani d\u2019azione nazionali per combattere la resistenza agli antibiotici, ma la loro applicazione rimane spesso incompleta a causa della mancanza di finanziamenti o di coordinamento tra i settori della salute umana, animale e ambientale. Un approccio unificato, chiamato <em>One Health<\/em>, \u00e8 essenziale per rafforzare la sorveglianza, armonizzare i metodi di rilevamento e condividere i dati tra questi diversi ambiti. Senza questa collaborazione, gli sforzi per arginare la diffusione dei batteri resistenti rimarranno vani.<\/p>\n<p>Le innovazioni tecnologiche, come i vaccini, le terapie con batteriofagi o le diagnostiche basate su biomarcatori, aprono nuove strade per ridurre la dipendenza dagli antibiotici. Tuttavia, il loro dispiegamento su larga scala si scontra con ostacoli economici e logistici, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. La sfida non \u00e8 quindi tanto sviluppare nuove tecnologie, quanto renderle accessibili, economiche e adattate alle realt\u00e0 locali.<\/p>\n<p>La resistenza agli antibiotici \u00e8 un problema sistemico che richiede una risposta coordinata. Senza un\u2019azione concertata, la sua espansione continuer\u00e0 a minacciare la salute umana, animale e ambientale, con conseguenze devastanti per le generazioni future.<\/p>\n<hr>\n<h2>Sources<\/h2>\n<h3>\u00c0 propos de cette \u00e9tude<\/h3>\n<p><strong>DOI\u00a0:<\/strong> <a href=\"https:\/\/doi.org\/10.1186\/s12982-026-02244-y\" target=\"_blank\">https:\/\/doi.org\/10.1186\/s12982-026-02244-y<\/a><\/p>\n<p><strong>Titre\u00a0:<\/strong> Deciphering antimicrobial resistance threats at the animal human interface for one health based AMR mitigation<\/p>\n<p><strong>Revue : <\/strong> Discover Public Health<\/p>\n<p><strong>\u00c9diteur : <\/strong> Springer Science and Business Media LLC<\/p>\n<p><strong>Auteurs : <\/strong> S. Parthiban; K. S. Indhumathi; R. Sunil Palival; S. Gomathi; M. Parthiban; K. Porteen; B. Nishanth; S. Pushkala; S. Nithya Sree; S. Sathesh Kumar<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La resistenza agli antibiotici minaccia la salute umana e animale La resistenza agli antibiotici rappresenta oggi una delle minacce pi\u00f9 gravi per la salute globale, causando milioni di morti ogni anno e generando perdite economiche colossali. Nel 2019, quasi cinque milioni di decessi nel mondo erano collegati a infezioni batteriche resistenti, di cui pi\u00f9 di&hellip; <a class=\"more-link\" href=\"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/2026\/06\/19\/la-resistenza-agli-antibiotici-minaccia-la-salute-umana-e-animale\/\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">La resistenza agli antibiotici minaccia la salute umana e animale<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,2,4],"tags":[],"class_list":["post-37","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-internazionale","category-salute","category-societa","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=37"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":38,"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/37\/revisions\/38"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=37"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=37"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/thepublichealthreview.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=37"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}