Un programma innovativo migliora l’accesso allo screening del cancro per le persone senza medico di base
In Francia come in Canada, milioni di persone non hanno un medico di base. Questa situazione rende difficile l’accesso allo screening del cancro, eppure essenziale per rilevare precocemente le malattie e ridurre i decessi. Un’esperienza condotta nella regione di Champlain, in Ontario, dimostra che è possibile ovviare a questo problema grazie a un approccio proattivo e centralizzato.
Un programma pilota ha permesso a oltre 500 persone senza medico di beneficiare di uno screening per il cancro al seno, al colon, al polmone e alla cervice uterina. Un’infermiera specializzata, chiamata “super screener”, ha effettuato consulenze telefoniche. Ha prescritto gli esami necessari e assicurato il follow-up dei risultati. In un anno, sono stati effettuati 786 test di screening. Tra i partecipanti, il 36% non era mai stato sottoposto a screening in precedenza.
I risultati sono sorprendenti: il tasso di rilevamento di anomalie è stato molto più alto della media provinciale. Ad esempio, il 28% degli screening del colon ha rivelato polipi o tumori, rispetto al solo 4% in condizioni normali. Per il cancro al seno, il 13% delle mammografie ha mostrato anomalie, quasi il doppio del tasso abituale. Questi dati si spiegano in parte dal fatto che il programma ha coinvolto popolazioni spesso trascurate dalle campagne tradizionali. I partecipanti vivevano principalmente in quartieri svantaggiati, con una forte proporzione di immigrati e minoranze visibili.
Il programma ha anche permesso di identificare un maggior numero di persone ad alto rischio. Quasi il 42% dei partecipanti eleggibili per uno screening approfondito del cancro colorettale è stato indirizzato verso esami specializzati, rispetto a solo il 2,6% in media nella provincia. Per il cancro al seno, questo tasso ha raggiunto il 27%, rispetto all’1,1% altrove. Queste differenze mostrano che i metodi tradizionali lasciano sfuggire casi che meriterebbero un’attenzione particolare.
Un’altra importante lezione riguarda le persone che non erano mai state sottoposte a screening. Vivevano spesso in quartieri instabili, dove i frequenti cambi di abitazione e la mancanza di sostegno sociale rendono l’accesso alle cure più difficile. Il programma ha così rivelato che la mancanza di un follow-up medico regolare aggrava le disuguaglianze di fronte alla malattia.
Il costo per consultazione è stato di circa 200 euro, un investimento che potrebbe essere compensato dai risparmi realizzati grazie alla diagnosi precoce dei tumori. Infatti, curare un cancro in fase avanzata costa molto di più che rilevarlo precocemente. Gli organizzatori sottolineano anche che questo tipo di iniziativa potrebbe essere esteso ad altre regioni, o addirittura ad altri paesi che affrontano una carenza di medici di base.
L’originalità di questo programma risiede nella sua semplicità: i partecipanti potevano prendere appuntamento online o per telefono, senza dover passare attraverso un medico. Gli esami venivano organizzati in centri sanitari comunitari e i risultati venivano centralizzati per evitare perdite di follow-up. Una stretta collaborazione con associazioni locali ha permesso di raggiungere popolazioni solitamente difficili da contattare, come gli immigrati o le persone in situazioni precarie.
Questa esperienza dimostra che è possibile ridurre le disuguaglianze in materia di screening, anche in periodi di crisi delle cure primarie. Aprono la strada a soluzioni concrete per migliorare la prevenzione e salvare vite.
Sources
À propos de cette étude
DOI : https://doi.org/10.17269/s41997-026-01169-y
Titre : An ounce of “superscreener”: A novel cancer screening program targeting unattached individuals
Revue : Canadian Journal of Public Health
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : Anna N. Wilkinson; Kate Volpini; Amriya Naufer; Andrea Miville; Chantal Lalonde; Erika Kamikazi; Sarah Hepworth-Junkin