La vaccinazione per età è davvero la migliore strategia contro le epidemie?
Di fronte a un’epidemia come quella del SARS-CoV-2, la rapidità di diffusione e l’elevato numero di decessi hanno reso indispensabile lo sviluppo di vaccini. Tuttavia, produrre dosi sufficienti per tutta la popolazione richiede tempo e costa caro. Diventa quindi cruciale determinare chi vaccinare per primo per limitare al meglio le conseguenze. Molti paesi hanno scelto di dare priorità alle persone in base alla loro età, un approccio semplice ma la cui efficacia rimane limitata secondo una recente analisi scientifica.
Tra le alternative più performanti figura la strategia basata sul PageRank, uno strumento che identifica gli individui più centrali nella rete dei contatti sociali. Questo metodo permette di ridurre di oltre il 60% il numero di morti e del 66% la durata totale delle ospedalizzazioni. Inoltre, richiede di vaccinare meno del 40% della popolazione per bloccare la trasmissione. Il PageRank, originariamente utilizzato per classificare le pagine web, si rivela particolarmente adatto per individuare le persone la cui vaccinazione protegge il maggior numero di individui.
La spiegazione è semplice: le persone anziane, sebbene più vulnerabili, generalmente hanno meno contatti sociali rispetto ai giovani adulti. Vaccinarle in priorità protegge soprattutto loro stesse, ma non limita sufficientemente la circolazione del virus nella popolazione. Al contrario, prendere di mira gli individui più connessi o quelli i cui contatti sono più frequenti consente di interrompere le catene di trasmissione in modo più efficace.
I ricercatori hanno testato anche strategie definite “altruiste”, che mirano a proteggere le persone più fragili nell’ambiente di ciascuno, piuttosto che concentrarsi sulla propria protezione. Questi approcci si rivelano spesso più efficaci, soprattutto nelle reti in cui le interazioni sono disuguali.
Questi risultati non riguardano solo il COVID-19. Con l’aumento dei rischi di epidemie dovuto ai cambiamenti climatici e alla distruzione degli ecosistemi, queste scoperte potrebbero guidare le politiche di sanità pubblica di fronte alle future crisi. Sottolineano l’importanza di costruire reti di contatti realistiche per affinare le strategie, utilizzando ad esempio dati sulla mobilità o indagini sui comportamenti sociali.
Lo studio ricorda infine che l’obiettivo principale — ridurre i decessi a breve termine o eradicare la malattia — influenza fortemente la scelta della strategia. Se la vaccinazione per età salva vite nel momento, non è sufficiente a impedire una recrudescenza del virus a lungo termine. Per le prossime epidemie, un approccio più mirato e dinamico, basato sull’analisi delle reti sociali, potrebbe rivelarsi molto più efficace.
Sources
À propos de cette étude
DOI : https://doi.org/10.1007/s41060-026-01053-5
Titre : A new take on optimal vaccine prioritization: when age-based strategy is efficient?
Revue : International Journal of Data Science and Analytics
Éditeur : Springer Science and Business Media LLC
Auteurs : Miguel Gonçalves; Pablo Ignacio Fierens; Leandro Chaves Rêgo